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La filiera dell’energia: come l’elettricità arriva al cliente finale

Filiera dell'energia elettrica

Com’è strutturata la filiera dell’energia? Cosa sono tutti quegli oneri in bolletta? Cos’è il distributore? Ed il fornitore?

Se ti poni queste ed altre domande riguardo all’energia elettrica, nessun timore: sono dubbi molto comuni. Del resto, la filiera dell’energia è un sistema articolato e complesso, con molteplici step che coinvolgono attori diversi.

In passato l’attività era concentrata in un’unica azienda nazionale (l’Enel) che garantiva tutti questi processi. Oggi, invece, molte di queste fasi sono state liberalizzate, permettendo l’accesso ai mercati ad una pluralità di aziende.

Con questo articolo cercheremo di spiegarti in modo semplice come l’elettricità giunge a casa tua, quali sono i ruoli dei vari protagonisti e perché in fattura trovi addebitati tanti costi diversi.

La filiera dell'energia

 

Chi produce l’elettricità

L’energia elettrica viene generata da migliaia di produttori, ovvero dalle centrali elettriche sparse in tutto il territorio nazionale e non solo.

Le fonti di produzione sono tante e di conseguenza sono molteplici le tipologie di centrali.

 

  • Centrali termoelettriche

Sono impianti che utilizzano prevalentemente combustibili fossili (carbone e derivati del petrolio) attivando turbine a vapore che generano elettricità. Come saprai, l’obiettivo è quello di limitarle il più possibile in futuro, per ridurre l’impatto delle emissioni sull’ambiente.

 

  • Centrali idroelettriche

L’idroelettrico è uno dei settori più importanti nella produzione di energia in Italia. Del resto, i tantissimi corsi d’acqua presenti nel nostro paese rappresentano una risorsa preziosissima.

Ci sono centinaia di centrali sparse in tutte le regioni, in particolare nella corona alpina e lungo l’Appennino (ad esempio vicino a Terni, in corrispondenza delle Cascate delle Marmore, c’è uno dei centri idroelettrici più famosi d’Italia).

Piccole e grandi dighe sono presenti un po’ ovunque, garantendo un prezioso contributo all’elettricità del territorio. Inoltre, molte delle vecchie centrali sono state riconvertite in poli museali che ne raccontano la straordinaria storia.

 

  • Centrali termonucleari

Come sai, l’Italia ha dato l’addio al nucleare tanti anni fa, nel 1987, con un referendum popolare successivo al disastro di Cernobyl. Da allora, sul nostro territorio le centrali che utilizzano l’energia nucleare per produrre elettricità sono state dismesse (l’ultima nel 1990).

Tuttavia, il nostro paese importa elettricità dall’estero (circa il 17% del fabbisogno totale) e molta di questa energia è prodotta da centrali termonucleari sparse negli Stati limitrofi (Francia, Svizzera, Germania).

 

  • Fonti rinnovabili

Sono sempre più numerosi gli impianti che utilizzano fonti rinnovabili. Vento, sole, giacimenti geotermici, prodotti di biomassa e biogas ed altre risorse sono un patrimonio importante per abbattere le emissioni di CO2 e garantire un futuro più sostenibile.

Certo, non tutte queste fonti sono ad impatto ambientale zero: vedi l’eolico, la biomassa (quando proveniente da colture intensive che tolgono spazio all’agricoltura alimentare) e la stessa idroelettrica (che è sì definita rinnovabile, ma non pienamente “pulita”, a causa della presenza di dighe e condotti idrici sul territorio).

Ciononostante, però, l’utilizzo delle fonti rinnovabili è riconosciuto come il percorso da seguire per migliorare il futuro del pianeta. Non a caso ci sono tanti meccanismi di incentivazione per abbandonare i combustibili fossili e passare alle risorse alternative, permettendo la comparsa di produttori anche molto piccoli (persino “domestici”).

 

Come fanno i produttori a vendere l’energia

L’energia generata da tutti questi produttori viene immessa nelle reti nazionali. Prima di ciò, però, essa dev’essere venduta sul mercato virtuale detto “Borsa Elettrica” che è gestito dal GME (Gestore dei Mercati Energetici).

È qui che essa viene acquistata in base alle esigenze del mercato, con delle sessioni che si tengono in vari momenti; quello principale è il cosiddetto Mercato del Giorno Prima (MGP), nel quale avviene la maggior parte della compravendita dell’energia (che sarà utilizzata, come suggerisce il nome, nelle 24 ore successive), secondo delle stime ben precise.

 

Trasmissione e dispacciamento: come viene calcolata l’energia richiesta dal mercato

Continuiamo il nostro percorso lungo la filiera dell’energia. Dalle grandi centrali di produzione o dalle linee estere, l’energia elettrica viene trasportata sino alle centrali di trasformazione da Terna, l’azienda che si occupa della trasmissione sulle reti ad alta tensione e che provvede ad equilibrare domanda ed offerta.

L’energia, infatti, non è un prodotto immagazzinabile e, pertanto, è necessario bilanciare costantemente la domanda dei consumatori con l’offerta dei produttori, immettendo più o meno energia nelle reti in base alle richieste. Questo processo si chiama dispacciamento ed è il risultato di calcoli molto approfonditi in tempo reale, che ci permettono di coprire i picchi di domanda e dunque non far mancare mai l’elettricità agli utenti.

 

Distribuzione e misurazione dei consumi

Una volta ridotta la tensione tramite i trasformatori, l’energia viene consegnata ai clienti finali dai Distributori, che si occupano delle linee locali a media e bassa tensione. La distribuzione viene gestita da singole aziende che ricevono una concessione statale pluriennale, con regime di monopolio territoriale.

Sempre il Distributore, tramite propri dipendenti o con aziende esterne, provvede alla manutenzione delle reti e dei contatori, effettuando sostituzione, verifica e pronto intervento guasti. Provvede anche alla telelettura dei consumi, che poi vengono comunicati ai fornitori di ogni singolo cliente.

 

Vendita al consumatore finale

Infine, ci sono appunto i fornitori (come Luce e Gas Italia), cioè le aziende che vendono l’energia ai clienti finali e si occupano degli aspetti commerciali e della fatturazione.

Fino ad alcuni anni fa, la fornitura avveniva in regime di monopolio commerciale tramite la Maggior Tutela, ovvero il servizio che veniva offerto con tariffe standard uguali per tutti.

Adesso l’attività di vendita è soggetta alla liberalizzazione: qualunque azienda può essere presente sul mercato (rispettando alcuni requisiti) e può offrire le tariffe ed i servizi che vuole.

Possono anche scegliere il mix energetico che preferiscono, acquisendo più o meno Garanzie d’Origine (GO), cioè attestati elettronici che certificano la quantità di energia derivante da fonti rinnovabili. Noi, ad esempio, forniamo elettricità 100% green.

Entro il 1° gennaio 2022 tutti gli utenti dovranno scegliere un fornitore del mercato libero, abbandonando definitivamente la Maggior Tutela.

 

I costi in bolletta

Tutte queste fasi comportano oneri diversi da riconoscere (direttamente o indirettamente) ai vari soggetti che operano nella filiera dell’energia.

In bolletta, pertanto, gli utenti troveranno non solo la spesa per l’elettricità consumata, ma anche tutti quei costi addebitati per garantire il funzionamento dell’intera filiera.

Accanto al costo della materia energia, quindi, ci saranno i costi di commercializzazione e vendita, gli oneri di trasmissione e dispacciamento, quelli di distribuzione, quelli di sistema, più imposte ed accise varie (ed eventualmente il Canone RAI, che viene addebitato nella fattura elettrica delle utenze residenziali).

 

 

Alcune eccezioni alla filiera dell’energia: le isole minori italiane

Il percorso fin qui descritto ha alcune eccezioni, legate a territori con caratteristiche particolari, come ad esempio le località montane di difficile accesso o le isole minori.

L’approvvigionamento energetico delle isole italiane è una storia appassionante, che racchiude decenni di sfide ed ostacoli non indifferenti, per ragioni tecniche, paesaggistiche, economiche e politiche. L’argomento riguarda sia le isole maggiori che quelle minori, ma con scenari ovviamente molto diversi tra loro.

Sicilia, Sardegna, Elba, Laguna Veneta e isole campane dispongono infatti di sofisticati elettrodotti che le collegano alla rete nazionale. Tra tutti, il nuovo collegamento sottomarino dello Stretto di Messina (realizzato ex novo nel 2016) è un autentico capolavoro di ingegneria.

Ponte elettrico Sicilia - Calabria

Il nuovo cavo sottomarino Sorgente-Rizziconi (fonte: TERNA Spa)

Al contrario, molte altre isole (Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria), a causa della distanza dalla terraferma, sono da sempre elettricamente autosufficienti. Ogni giorno una nave-cisterna o un elicottero trasportano centinaia di litri di gasolio per alimentare le centrali elettriche locali.

Adesso, però, c’è la grande occasione per una svolta “green”, visto che sono numerosi i progetti per realizzare impianti ad energie rinnovabili (principalmente, eolica e solare). Ne abbiamo parlato nel dettaglio in questo articolo.

 

 

 

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