Cambiare fornitore di energia elettrica è una procedura più semplice di quanto si possa pensare. Nel mercato libero, infatti, ogni cliente può scegliere liberamente il gestore che ritiene più adatto alle proprie esigenze, confrontando offerte, condizioni economiche e servizi inclusi.
Molte persone temono interruzioni della fornitura, costi nascosti o procedure complesse. In realtà, il passaggio da un fornitore all’altro avviene senza lavori tecnici sul contatore e senza sospensioni dell’erogazione dell’energia.
Vediamo come funziona il cambio gestore energia elettrica, quali sono i tempi e cosa succede una volta avviata la richiesta.
Come posso passare ad un altro fornitore di energia elettrica?
Per effettuare un cambio fornitore energia elettrica è sufficiente sottoscrivere una nuova offerta con il gestore scelto. Sarà il nuovo fornitore a occuparsi delle comunicazioni necessarie e della gestione del passaggio.
Generalmente vengono richiesti alcuni dati identificativi, tra cui documento d’identità, codice fiscale, indirizzo della fornitura e codice POD.
Il codice POD (Point of Delivery) identifica in modo univoco il punto di prelievo dell’energia elettrica. Si tratta di un codice alfanumerico (ad esempio IT001E…) che si trova nella sezione dedicata ai dati della fornitura o ai dati tecnici della bolletta. Questo codice non cambia anche se si decide di cambiare fornitore.
Una volta completata la richiesta, non è necessario contattare il vecchio fornitore per disdire il contratto: il cambio viene gestito automaticamente attraverso il Sistema Informativo Integrato, secondo le procedure previste dalla regolazione ARERA.
Per esempio, se oggi hai una fornitura attiva con un altro operatore e decidi di aderire a una nuova offerta, il passaggio avverrà senza sostituire il contatore e senza alcun intervento tecnico presso l’abitazione.
Quali sono i tempi per passare ad un altro fornitore?
In condizioni normali, il cambio fornitore energia elettrica richiede generalmente tra 30 e 60 giorni.
Il passaggio avviene infatti all’interno delle finestre temporali previste dal mercato energetico e gestite tramite il Sistema Informativo Integrato. Se la richiesta viene effettuata in prossimità di una delle finestre disponibili, il cambio può essere completato già dal mese successivo. In altri casi potrebbe essere necessario attendere qualche settimana in più e il passaggio avverrà nel mese seguente.
Durante tutto il processo il cliente continua a essere regolarmente servito dal precedente fornitore e non subisce alcuna interruzione della fornitura elettrica.
Dal punto di vista pratico non cambia nulla: il contatore resta lo stesso, l’energia continua a essere erogata normalmente e non è necessario fissare appuntamenti con tecnici o installatori.
Quali sono le penali per cambiare gestore di energia elettrica?
Nella maggior parte dei casi, il cambio gestore energia elettrica non prevede penali. Per le normali offerte di vendita presenti nel mercato libero, la normativa tutela infatti la libertà di scelta del consumatore e consente di cambiare fornitore senza costi di recesso.
Esistono però alcune situazioni particolari. Alcuni contratti possono includere servizi aggiuntivi vincolati, come assicurazioni, dispositivi tecnologici, programmi di efficientamento energetico o altre formule promozionali che prevedono una durata minima. In questi casi potrebbero essere applicate condizioni specifiche o costi legati alla cessazione anticipata dei servizi accessori.
Prima di cambiare fornitore è quindi sempre consigliabile leggere attentamente le condizioni economiche e contrattuali della propria offerta.
Per i contratti conclusi online, per telefono o fuori dai locali commerciali, il cliente domestico dispone inoltre del diritto di ripensamento entro 14 giorni dalla sottoscrizione, senza costi o penalità, come previsto dal Codice del Consumo.
Questo diritto riguarda la nuova offerta sottoscritta. Se il cliente decide di esercitare il ripensamento entro i termini previsti, il cambio fornitore non viene completato e la fornitura continua a essere gestita dal precedente operatore fino a una nuova eventuale richiesta di cambio.
Quanto si paga per cambiare gestore energia elettrica?
In linea generale, il cambio fornitore energia elettrica è gratuito.
Non sono previsti costi per la sostituzione del contatore perché il contatore non viene cambiato. Non vengono effettuati lavori sull’impianto e non è necessario l’intervento di un tecnico presso l’abitazione. È importante non confondere il cambio fornitore con altre operazioni che riguardano le utenze.
La voltura serve per cambiare intestatario di una fornitura già attiva, mentre il subentro viene richiesto quando una fornitura è stata cessata e deve essere riattivata. Il cambio fornitore, invece, riguarda esclusivamente la scelta di una nuova società di vendita mantenendo attiva la fornitura esistente.
Se desideri approfondire queste differenze puoi consultare le guide dedicate alla voltura e a voltura o subentro.
Perché passare a Luce e Gas Italia?
La scelta del fornitore non dovrebbe basarsi esclusivamente sul prezzo, ma anche sulla qualità dei servizi disponibili, sulla trasparenza delle condizioni economiche e sugli strumenti messi a disposizione del cliente.
Luce e Gas Italia propone offerte dedicate con una gestione semplice e digitale della fornitura, permettendo di monitorare consumi e bollette in modo pratico.
Prima di scegliere un nuovo fornitore può essere utile confrontare diversi aspetti, come la struttura del prezzo dell’energia, la presenza di eventuali costi fissi, le modalità di assistenza e gli strumenti digitali disponibili per la gestione della fornitura.
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