Quando si legge la bolletta della luce, può capitare di imbattersi nella voce perdite di rete. Molti consumatori si chiedono cosa rappresenti, perché venga addebitata e se sia possibile evitarla.
In realtà, le perdite di rete dell’energia elettrica sono un fenomeno fisiologico del sistema elettrico: durante il trasporto dell’energia dalle centrali di produzione fino alle abitazioni, una piccola parte dell’elettricità viene inevitabilmente dispersa lungo la rete.
Vediamo cosa sono le perdite di rete, come vengono calcolate e quale impatto possono avere sulla bolletta.
Cosa sono le perdite di rete nella bolletta della luce?
Le perdite di rete rappresentano la quota di energia elettrica che viene dispersa durante il trasporto e la distribuzione dell’elettricità lungo la rete nazionale. Questo fenomeno è dovuto principalmente alla resistenza elettrica dei cavi e dei trasformatori che trasportano l’energia dalle centrali fino ai punti di prelievo.
In altre parole, l’energia prodotta non arriva integralmente al contatore dell’utente finale: una parte viene inevitabilmente persa durante il percorso.
Per fare un esempio semplice, immaginiamo di immettere in rete 100 kWh di energia. A causa delle dispersioni tecniche, al punto di consegna potrebbero arrivarne circa 90. Per garantire che il cliente riceva i 100 kWh richiesti, il sistema deve quindi immettere in rete una quantità maggiore di energia.
Si tratta di un fenomeno comune a tutte le reti elettriche e non dipende dal singolo fornitore, dall’impianto domestico o dal contatore.
Secondo ARERA, le perdite di rete sono riconosciute attraverso coefficienti standard definiti dall’Autorità e applicati in modo uniforme ai clienti finali. Per le utenze in bassa tensione, come quelle domestiche, il coefficiente convenzionale attualmente utilizzato è pari al 10% dell’energia prelevata. Questa percentuale è stabilita dall’Autorità e può essere aggiornata nel tempo sulla base dell’evoluzione della rete elettrica.
Come funzionano le perdite di rete dell’energia elettrica
Le perdite di rete si verificano in ogni fase del trasporto dell’energia: dalla trasmissione ad alta tensione fino alla distribuzione locale che porta l’elettricità nelle abitazioni.
Più lunga è la distanza percorsa dall’energia e maggiore è il numero di trasformazioni di tensione necessarie, maggiore sarà la quantità di energia dispersa lungo il percorso.
Naturalmente queste dispersioni non vengono misurate sul singolo contatore domestico, ma sono considerate attraverso valori convenzionali stabiliti dalla regolazione ARERA.
Per esempio, se un’abitazione registra un consumo di 300 kWh in un mese, il fornitore considera anche la quota di energia necessaria a compensare le perdite di rete previste dalla normativa. Questo non significa che il cliente consumi più energia in casa, ma che una parte dell’energia immessa in rete è stata utilizzata per compensare le dispersioni tecniche del sistema elettrico.
Le perdite di rete non devono essere confuse con eventuali dispersioni dell’impianto domestico. Se l’impianto elettrico di casa presenta anomalie o guasti, si tratta di una situazione completamente diversa che richiede la verifica di un tecnico qualificato.
Come si calcolano le perdite di rete e quanto incidono in bolletta?
Una delle domande più frequenti è proprio come si calcolano le perdite di rete.
Per i clienti domestici alimentati in bassa tensione, il calcolo non dipende dalla lunghezza della linea elettrica o dalla posizione geografica dell’abitazione. ARERA prevede infatti un coefficiente convenzionale, uguale per tutti i clienti della stessa tipologia.
Poniamo il caso che in bolletta risultano 300 kWh di energia consumata, ai fini della valorizzazione economica dell’energia il fornitore considera anche le perdite di rete previste dalla regolazione. In pratica, l’energia acquistata comprende sia quella effettivamente consumata sia quella necessaria a compensare le dispersioni del sistema elettrico.
Per le utenze domestiche alimentate in bassa tensione, il coefficiente convenzionale delle perdite di rete attualmente applicato è pari al 10% dell’energia prelevata.
Perdite di rete = consumo rilevato × 10%
Per esempio, con un consumo di 300 kWh:
300 kWh × 0,10 = 30 kWh
Se il prezzo dell’energia è pari a 0,15 €/kWh, il costo associato alle perdite sarà:
30 kWh × 0,15 €/kWh = 4,50 euro
Questo non significa che l’abitazione abbia consumato 330 kWh: il consumo effettivo resta di 300 kWh, mentre i 30 kWh rappresentano la quota convenzionale associata alle dispersioni della rete.
L’incidenza economica dipende quindi da due fattori:
- il quantitativo di energia consumata;
- il prezzo dell’energia previsto dall’offerta sottoscritta.
Più elevati sono i consumi, maggiore sarà anche il valore economico associato alle perdite di rete.
È importante sottolineare che il cliente non paga una voce separata per le perdite di rete, ma queste concorrono alla determinazione del costo dell’energia secondo le modalità previste dalla regolazione del mercato elettrico.
Dove compaiono le perdite di rete nella bolletta elettrica
Le perdite di rete rientrano generalmente nella componente relativa alla spesa per la materia energia, ma le modalità con cui vengono riportate possono variare da un fornitore all’altro.
Non devono infatti comparire necessariamente come voce autonoma: possono essere già incluse nel prezzo unitario dell’energia, che secondo ARERA deve essere indicato al lordo delle perdite. L’eventuale esposizione separata dipende quindi dalla struttura dell’offerta e dal livello di dettaglio della bolletta.
Per comprendere meglio come leggere le varie componenti della bolletta è possibile consultare la guida di Luce e Gas Italia dedicata alle voci di spesa nella bolletta luce, che spiega nel dettaglio come viene calcolato il costo finale della fornitura.
Chi paga le perdite di rete?
Le perdite di rete fanno parte del normale funzionamento del sistema elettrico e vengono considerate nella valorizzazione dell’energia destinata ai clienti finali.
Questo significa che tutti i consumatori alimentati dalla rete elettrica contribuiscono indirettamente a coprire questo costo secondo le regole definite da ARERA. Non si tratta quindi di un addebito applicato da un singolo fornitore, ma di un meccanismo previsto dalla regolazione del mercato elettrico italiano.
In pratica, cambiare gestore non elimina le perdite di rete, perché il loro trattamento è uguale per tutti gli operatori. Ciò che può cambiare da un’offerta all’altra è invece il prezzo dell’energia applicato dal fornitore e, di conseguenza, il costo complessivo della bolletta.
Se stai valutando una nuova fornitura, puoi consultare l’Offerta Luce Casa di Luce e Gas Italia oppure scegliere una soluzione completa con l’Offerta Gas Casa.
Comprendere cosa sono le perdite di rete aiuta a leggere la bolletta in modo più consapevole e a distinguere le componenti regolamentate dai costi che dipendono dall’offerta sottoscritta.