Al momento stai visualizzando Voltura o subentro? Differenze, costi e cosa conviene
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Quando si cambia casa o si entra in un nuovo appartamento, una delle prime cose da verificare è lo stato delle utenze. In base alla situazione, infatti, potrebbe essere necessario richiedere una voltura oppure un subentro.

I due termini vengono spesso usati come sinonimi, ma indicano procedure diverse: la voltura serve quando la fornitura è già attiva, mentre il subentro è necessario quando il contratto precedente è stato chiuso e il contatore deve essere riattivato.

Secondo le definizioni di ARERA, la voltura è il cambio di intestatario del contratto con lo stesso venditore, senza interruzione dell’erogazione; il subentro, invece, è l’attivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente dopo la cessazione del contratto precedente e la disattivazione del contatore.

 

Che cosa sono la voltura e il subentro

La voltura è il cambio di intestatario di una fornitura ancora attiva. In pratica, luce o gas continuano a essere erogati, ma il contratto passa dal precedente intestatario al nuovo cliente. Il nuovo cliente può proseguire con le condizioni associate alla fornitura oppure valutare condizioni diverse con lo stesso venditore o – per la sola energia elettrica, con contestuale cambio fornitore.

Il subentro, invece, si richiede quando il contatore è presente ma la fornitura è stata disattivata. In questo caso non si cambia solo il nome dell’intestatario: bisogna riattivare il contatore e sottoscrivere un nuovo contratto.

La differenza principale è quindi lo stato della fornitura:

  • se luce o gas sono ancora attivi, di solito serve una voltura;
  • se il contatore è disattivato, serve un subentro.

Un esempio semplice: se entri in una casa dove l’inquilino precedente non ha chiuso le utenze, la procedura corretta è normalmente la voltura. Se invece l’immobile è rimasto vuoto e il contratto è stato cessato, sarà necessario richiedere un subentro.

 

Le caratteristiche principali del subentro e della voltura

Voltura e subentro hanno finalità diverse e anche tempi differenti. La voltura è soprattutto una pratica amministrativa: non richiede la riattivazione del contatore e, per questo, è spesso più rapida. ARERA indica per la voltura gas un tempo tecnico normalmente pari a 4 giorni lavorativi, a partire da una richiesta completa.

Il subentro può richiedere più tempo perché coinvolge anche il distributore locale, cioè il soggetto che gestisce fisicamente la rete e il contatore. Per il gas, ARERA indica che il distributore deve attivare la fornitura entro 10 giorni lavorativi; se il termine non viene rispettato, il cliente può avere diritto a un indennizzo automatico.

Per evitare errori, prima di inviare la richiesta conviene verificare se in casa ci sia effettivamente erogazione di energia: puoi controllare se gli interruttori funzionano, osservare il contatore, recuperare una lettura aggiornata o chiedere al proprietario, all’agenzia immobiliare o al precedente inquilino lo stato delle utenze.

 

Subentro o voltura: cosa conviene fare?

Non è tanto una questione di convenienza, quanto di procedura corretta. Se la fornitura è attiva, la voltura è generalmente la scelta più semplice, perché consente di cambiare intestatario senza interrompere luce o gas. Se invece il contatore è stato disattivato, la voltura non va bene: serve il subentro.

Nel caso di un contratto di locazione, la distinzione è importante. Se le utenze sono intestate al proprietario e il nuovo inquilino vuole intestarsele, di norma si procede con la voltura. Se invece il precedente inquilino ha chiuso il contratto e il contatore risulta disattivato, bisogna richiedere il subentro.

Attenzione anche ai casi di morosità del precedente intestatario: il nuovo cliente, in linea generale, non dovrebbe essere chiamato a pagare debiti non propri, ma il fornitore può richiedere documentazione aggiuntiva per verificare che non ci sia continuità tra vecchio e nuovo intestatario. Per questo è utile avere sempre a disposizione contratto di affitto, atto di proprietà o altra documentazione che dimostri il titolo sull’immobile.

 

Quanto costa la voltura o il subentro?

I costi di voltura e subentro variano in base al fornitore, al tipo di mercato, alle condizioni contrattuali e agli eventuali contributi richiesti dal distributore. ARERA specifica, ad esempio, che per i clienti del servizio di tutela della vulnerabilità gas possono essere previsti contributi amministrativi del venditore e contributi destinati al distributore.

In generale:

  • la voltura prevede costi amministrativi e imposte legate alla gestione della pratica;
  • il subentro può includere anche costi collegati alla riattivazione del contatore;

Ricordiamo che, in alcuni casi, potrebbe essere richiesto dal fornitore un deposito cauzionale, ad esempio in base alla modalità di pagamento scelta o alle condizioni contrattuali applicate.

Esistono poi situazioni particolari, come la voltura per successione ereditaria (cosiddetta “voltura mortis causa”). Può accadere, ad esempio, dopo la morte del proprietario o dell’intestatario della fornitura, quando un familiare convivente continua ad abitare nell’immobile e deve regolarizzare le utenze. In questi casi possono essere previste condizioni agevolate o specifiche modalità di gestione, ma non sono automatiche: dipendono dalla documentazione presentata, dalla normativa applicabile e dalle procedure del fornitore.

Di solito vengono richiesti documenti come certificato di morte, dichiarazione sostitutiva o atto di notorietà, documento del nuovo intestatario e, se necessario, documenti che dimostrino il diritto ad abitare l’immobile. Questo chiarimento è utile anche per chi cerca informazioni su morte proprietario e subentro nella locazione: se le utenze sono ancora attive, si parla più correttamente di voltura; se invece la fornitura è stata chiusa, sarà necessario il subentro.

 

Subentro o voltura: come richiederli con Luce e Gas Italia?

Per richiedere una voltura o un subentro con Luce e Gas Italia puoi consultare la sezione dedicata all’assistenza voltura e subentro, dove sono disponibili i riferimenti del Servizio Clienti. Luce e Gas Italia mette a disposizione anche la sezione Modulistica per le principali pratiche legate alla fornitura.

Generalmente vengono richiesti:

  • documento d’identità;
  • codice fiscale;
  • codice POD per la luce o PDR per il gas;
  • indirizzo della fornitura;
  • dati catastali dell’immobile;
  • eventuale lettura aggiornata del contatore.

Per gestire in modo più semplice le utenze, Luce e Gas Italia mette inoltre a disposizione la nuova App e Area Clienti Web, utile per monitorare forniture, bollette e richieste di assistenza.

Se stai entrando in una nuova casa o vuoi valutare una soluzione per le tue utenze domestiche, puoi consultare anche l’Offerta Luce Casa e l’Offerta Gas Casa di Luce e Gas Italia.

 

 

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