Al momento stai visualizzando Cosa sappiamo del blackout che ha colpito Spagna e Portogallo
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Lunedì 28 aprile 2025, a partire dalle 12:33, un enorme blackout ha colpito la Spagna ed il Portogallo, lasciando a lungo senza energia elettrica la quasi totalità dei due paesi e una parte della Francia meridionale.

Le cause non sono note, anche se ci sono diverse ipotesi al vaglio di autorità ed esperti del settore: si parla di cyberattacco, di guasto tecnico o di un raro fenomeno atmosferico.

Al momento non si è giunti a delle conclusioni, ma è certo che l’evento ha portato il caos, coinvolgendo non solo i due Stati iberici, ma indirettamente tutto il mondo.

Le testimonianze (tra cui quella dello scrittore Manuel Vilas) sono state sconvolgenti, a tratti drammatiche. Sono rimasti bloccati i trasporti, le scuole, gli ospedali, gli uffici pubblici. Questo evento ha dimostrato quanto le nostre vite siano dipendenti dall’elettricità e quanto la quotidianità possa essere stravolta da fenomeni improvvisi.

Le operazioni di ripristino sono state avviate nel pomeriggio di lunedì 28 e sono state completate soltanto nella mattinata di martedì 29, ma i disagi continueranno ancora per diverse ore finché tutti i sistemi informatici non torneranno pienamente operativi.

 

Quando si verifica un blackout?

Con il termine “blackout” si intende l’improvvisa interruzione di energia elettrica in una specifica area geografica. Ciò provoca lo spegnimento dei sistemi di illuminazione: non a caso, la parola fa riferimento al buio che si diffonde nelle zone interessate, per un periodo che può variare da pochi secondi a diversi giorni.

Il blackout può essere dovuto a varie cause. Una delle più frequenti è il sovraccarico della rete elettrica, che si verifica quando la richiesta di elettricità (domanda) è superiore alla capacità di erogazione (offerta).

Altre volte i blackout possono essere legati a guasti lungo la rete elettrica, dovuti ai più disparati motivi e spesso a delle concause.

Ad esempio, il 28 settembre 2003 in Italia si verificò il più grave ed esteso evento della storia nazionale, dovuto alla caduta di un albero in Svizzera che danneggiò le linee di collegamento con il nostro paese. In quel caso, le misure adottate dai gestori svizzeri furono inadeguate (come ha appurato un’indagine tecnica condotta da ARERA e CRE) e quel singolo guasto estero ha portato al collasso dell’intera rete italiana.

 

In quanto tempo si risolve un blackout?

A seconda dei motivi del blackout, il ripristino della fornitura di energia elettrica può richiedere tempistiche molto diverse.

Ad esempio, può essere necessario aumentare la produzione, richiedendo un contributo maggiore alle centrali attive o coinvolgendo quelle “di riserva”, che servono a gestire non solo i picchi di domanda, ma anche situazioni di emergenza.

Nel caso dei guasti tecnici, poi, può essere necessario un intervento diretto da parte dei gestori della rete elettrica, cosa che può comportare disservizi anche per diversi giorni. Nel caso del blackout del 2003 in Italia, ad esempio, l’energia fu gradualmente ripristinata solo il giorno dopo, iniziando dalle regioni del Nord per finire a tarda sera in Sicilia.

 

Cosa ha causato il blackout in Spagna e Portogallo?

Le cause del blackout che ha coinvolto Spagna e Portogallo non sono ancora note. Le dinamiche con cui è avvenuto il collasso della rete elettrica non permettono di giungere a rapide conclusioni.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato che «nessuna ipotesi è stata esclusa, e ogni possibile causa sta venendo esaminata».

 

Cyberattacco

Una delle prime teorie emerse è quella di un cyberattacco, cioè un attacco informatico o un atto di sabotaggio provocato da gruppi criminali che avrebbero sfruttato la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche dei due paesi.

Come stanno spiegando molti esperti (tra cui il professore Lukasz Olejnik), un blackout di queste dimensioni richiederebbe un attacco ampio e sincronizzato, prendendo di mira specifici impianti – quali trasformatori e sottostazioni – e sarebbe estremamente difficile da mettere in atto.

Inoltre, per parlare di un cyberattacco servirebbero prima di tutto delle rivendicazioni: al momento ce ne sono state due, ma senza prove tangibili. Insomma, questa ipotesi sembrerebbe da scartare.

AGGIORNAMENTO: la Red Eléctrica de España ha ufficialmente escluso che possa trattarsi di un attacco informatico.

 

Raro fenomeno atmosferico

Un’altra ipotesi circolata già dalle prime ore riguarderebbe un eccezionale fenomeno naturale. Vibrazioni atmosferiche indotte avrebbero portato ad oscillazioni di temperature che avrebbero a loro volta causato problemi al sistema di distribuzione dell’elettricità sul territorio iberico.

«La vibrazione atmosferica indotta – si legge su RaiNews – è un moto oscillatorio che i cavi ad alta tensione subiscono quando le condizioni atmosferiche cambiano bruscamente. Le linee elettriche da 400 kV sono tese e lunghe e quando si verifica un rapido cambiamento di temperatura il metallo si espande o si contrae e questo, combinato con le raffiche di vento, può farlo vibrare in una sorta di moto pendolare. Questo fenomeno può causare oscillazioni crescenti fino a quando i sistemi non rilevano instabilità.»

Hanno parlato di questo fenomeno sia la Red Eléctrica de España (gestore della rete spagnola) che la Redes Energéticas Nacionais (gestore della rete portoghese, che però ha poi smentito alcune notizie apparse sulle agenzie di stampa).

Tuttavia, non tutti condividono questa ipotesi: il fisico spagnolo Mario Picazo la ritiene strana ed improbabile.

AGGIORNAMENTO: al riguardo, arriva anche una dichiarazione dell’Agenzia spagnola statale di Meteorologia (Amet) che sui propri canali social afferma che «Durante la giornata del 28 aprile non è stato rilevato in Spagna nessun fenomeno meteorologico o atmosferico anomalo, nemmeno variazioni brusche delle temperature nella nostra rete di stazioni meteorologiche».

 

Problema tecnico “a cascata”

L’ipotesi più probabile è quella del sovraccarico della rete elettrica. L’eventuale fenomeno atmosferico potrebbe esserne una concausa, ma il fattore decisivo sarebbe un guasto ai sistemi di sicurezza che avrebbe portato ad un collasso generale “a cascata”. Tale ipotesi è stata citata anche dall’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza informatica (Enisa).

L’effetto a catena sarebbe dovuto alla stretta interconnessione delle reti. Come spiega il ricercatore dell’Università di Londra Onyema Nduka, «nel sistema vengono integrate delle ridondanze, come ad esempio la presenza di più punti di alimentazione, generatori di riserva situati in luoghi diversi, cavi e fili interconnessi, eccetera». Dunque, eventi che accadono in un luogo possono influenzare profondamente aree molto distanti ed apparentemente non coinvolte.

AGGIORNAMENTO: secondo la Red Eléctrica de España, il problema potrebbe derivare da “due episodi di disconnessione” negli impianti ad energia solare.

 

Un’occasione per ripensare il futuro

Il blackout avvenuto in Spagna e Portogallo ci invita a riflettere sull’importanza dell’energia nella società contemporanea. Pressoché tutti i servizi e le attività quotidiane sono strettamente dipendenti dall’elettricità.

Fenomeni simili devono spingere a rivedere i piani energetici per il futuro e pensare a sistemi di emergenza e soluzioni alternative. È necessario saper affrontare situazioni di crisi come questa, che saranno sempre più influenti e rischiano di condizionare (a volte profondamente) la vita dell’intera comunità internazionale.

 

 

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