Al momento stai visualizzando Accensione riscaldamento a Bologna 2026: date, orari e deroghe
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Quest’anno a Bologna i termosifoni restano spenti più a lungo del solito. La città è in zona climatica E e in condizioni normali avrebbe potuto accendere il riscaldamento dal 15 ottobre, ma la Regione Emilia-Romagna ha deciso di spostare l’avvio al 1° novembre 2026 in tutti i comuni di pianura, da Piacenza a Rimini. È la principale novità della stagione 2026-2027 in Italia.

Il resto delle regole non cambia: restano le 14 ore al giorno tra le 5 e le 23 e il tetto di 19 °C in casa. In questa guida vediamo quali comuni sono coinvolti, perché la Regione ha preso questa decisione e dove invece si accende come sempre. Per il quadro di tutta Italia trovi il nostro calendario dei riscaldamenti 2026-2027 zona per zona.

 

Indice

  1. Accensione riscaldamento in Emilia-Romagna: il rinvio al 1° novembre 2026
  2. Quali comuni sono coinvolti: Pianura Est, Pianura Ovest e agglomerato di Bologna
  3. Perché la Regione ha posticipato l’accensione: il legame con il Piano aria
  4. Temperatura massima a 19 °C: le ordinanze di Bologna e Modena
  5. Comuni di collina e montagna: dove restano le date ordinarie
  6. Domande frequenti

 

Accensione riscaldamento in Emilia-Romagna: il rinvio al 1° novembre 2026

La decisione è arrivata a settembre, quando la Giunta regionale ha stabilito di posticipare al 1° novembre l’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura. Per Bologna e per gli altri comuni in zona E significa una stagione più corta di due settimane. Nulla cambia invece per Forlì e Forlimpopoli, che essendo in zona D partivano già il 1° novembre.

Area Accensione 2026 Ore massime al giorno Temperatura massima in casa Esempi di comuni
Pianura in zona E 1° novembre 14 19 °C + 2 °C Bologna, Modena, Parma, Ferrara, Rimini
Pianura in zona D 1° novembre 12 19 °C + 2 °C Forlì, Forlimpopoli
Collina e montagna in zona E 15 ottobre 14 20 °C + 2 °C Vergato, Monzuno, Castiglione dei Pepoli
Montagna in zona F Nessun limite Nessun limite 20 °C + 2 °C Lizzano in Belvedere, Monghidoro, Sestola

Dal 1° novembre, a Bologna, i termosifoni potranno restare accesi fino a 14 ore al giorno, distribuite liberamente tra le 5 e le 23, e la stagione si chiuderà ad aprile 2027.

 

 

Quali comuni sono coinvolti: Pianura Est, Pianura Ovest e agglomerato di Bologna

Il rinvio riguarda i 207 comuni delle tre zone di pianura individuate dal Piano aria regionale, cioè praticamente tutti i comuni di pianura dell’Emilia-Romagna.

Zona del Piano aria Comuni coinvolti Città principali
Pianura Ovest 113 Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Carpi
Pianura Est 82 Ferrara, Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini, Imola, Faenza
Agglomerato di Bologna 12 Bologna, Casalecchio di Reno, Zola Predosa, Pianoro, Sasso Marconi

C’è un dettaglio che può sorprendere: nell’agglomerato rientrano anche Pianoro e Sasso Marconi, che pur essendo in collina seguono quindi il rinvio. Per avere la certezza della regola nel proprio comune basta consultare l’ordinanza antismog della stagione 2026-2027, che per i comuni di pianura si trova anche sul sito di ARPAE, nella sezione «Liberiamo l’aria».

 

Perché la Regione ha posticipato l’accensione: il legame con il Piano aria

Dietro il rinvio c’è uno scambio. Dal 1° ottobre il Piano aria prevedeva lo stop ai diesel Euro 5 nelle principali città della regione, una misura che avrebbe fermato circa 90.000 veicoli. La Regione ha preferito sospenderlo per non pesare su famiglie e imprese ma, come chiede la legge, ha dovuto compensare con altre misure capaci di ridurre le emissioni almeno quanto il blocco. La più visibile è proprio questa: due settimane in più di caldaie spente in tutta la pianura, insieme a regole più severe per stufe e camini a legna e pellet nei giorni di smog.

 

Temperatura massima a 19 °C: le ordinanze di Bologna e Modena

Sul fronte della temperatura, a Bologna la casa non deve superare 19 °C, con 2 °C di tolleranza: un grado in meno rispetto al limite nazionale. Per gli edifici industriali e artigianali il tetto scende a 17 °C, mentre ospedali, case di cura, scuole e impianti sportivi sono esclusi.

Qui però non si tratta di una novità. Il limite di 19 °C è in vigore in tutta la pianura emiliano-romagnola dal marzo 2024, quando il nuovo Piano aria lo ha reso fisso per l’intera stagione termica, mentre prima scattava solo nei giorni di allerta smog. Quest’anno Bologna e Modena lo hanno confermato nelle ordinanze, insieme al rinvio. Per restare nel limite senza rinunciare al comfort bastano valvole termostatiche e un cronotermostato ben impostato, come spieghiamo nei nostri consigli per risparmiare sul gas in casa.

 

Comuni di collina e montagna: dove restano le date ordinarie

Lasciata la pianura, il rinvio non vale più e torna il calendario nazionale. Sull’Appennino questo crea situazioni curiose: chi vive a Vergato, Monzuno o Castiglione dei Pepoli è in zona E e ha potuto accendere i termosifoni già dal 15 ottobre, due settimane prima di chi abita a Bologna città.

Più in alto ancora, nei comuni in zona F, non ci sono limiti né di date né di ore. Nel Bolognese è il caso di Lizzano in Belvedere e Monghidoro, nel Modenese di località come Sestola e Pavullo nel Frignano, nel Reggiano di Castelnovo ne’ Monti. Anche qui, come ovunque, il sindaco può comunque modificare le date con un’ordinanza.

 

Domande frequenti

Il rinvio al 1° novembre vale anche per stufe a pellet e camini?

Sì. Il posticipo deciso dalla Regione Emilia-Romagna riguarda tutti gli impianti di riscaldamento civile dei comuni di pianura, compresi quelli alimentati a biomassa come stufe a pellet, stufe a legna e camini.

Quando si accende il riscaldamento centralizzato a Bologna?

L’accensione è consentita dal 1° novembre, ma nei condomini la data effettiva e le fasce orarie le decide l’assemblea, entro le 14 ore ammesse, e le applica l’amministratore o il terzo responsabile dell’impianto. Le scelte devono comparire nella tabella esposta vicino alla centrale termica.

Il limite di 19 °C vale anche per uffici e negozi?

Sì. Nei comuni di pianura dell’Emilia-Romagna il tetto di 19 °C, più 2 °C di tolleranza, vale non solo per le abitazioni ma anche per uffici, negozi e luoghi di attività ricreative o di culto. Nelle sedi di attività industriali e artigianali il limite è di 17 °C.

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