A Torino la stagione del riscaldamento è partita senza sorprese. Mentre a Milano il Comune ha ridotto le ore e diverse città lombarde hanno rinviato l’avvio, sotto la Mole vale il calendario nazionale della zona climatica E: termosifoni accesi dal 19 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno.
Questo non significa che in Piemonte le regole siano uguali ovunque. Le misure regionali contro lo smog possono incidere anche sul riscaldamento, e nelle valli alpine centinaia di comuni non hanno alcun limite di calendario. In questa guida trovi quello che serve sapere, dalla città alla montagna. Per il quadro di tutta Italia c’è il nostro calendario dei riscaldamenti 2026-2027 zona per zona.
Indice
- Accensione riscaldamento posticipata a Torino: si parte lunedì 19 ottobre
- Le regole della Regione Piemonte per gli impianti termici
- Comuni piemontesi in zona F: dove non ci sono limiti di calendario
- Ordinanze del Comune di Torino: quando la data può cambiare
- Quando si spengono i termosifoni a Torino e in Piemonte
- Domande frequenti
Accensione riscaldamento posticipata a Torino: si parte lunedì 19 ottobre
Torino rientra nella zona E, la più diffusa nel Nord Italia. Con un’ordinanza firmata il 14 ottobre, il sindaco ha posticipato l’accensione dei riscaldamenti da giovedì 15 a lunedì 19 ottobre 2026. La decisione tiene conto delle temperature ancora superiori alla media: per tutta la settimana le previsioni indicavano massime intorno o sopra i 20 gradi, contro una media stagionale di circa 18, con un graduale abbassamento atteso solo dalla settimana successiva.
Il rinvio non cambia la fine della stagione. Dal 19 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, giorno dello spegnimento, gli impianti potranno funzionare per un massimo di 13 ore al giorno, sempre tra le 5 e le 23: un’ora in meno rispetto alle 14 previste per la zona E. Anche la temperatura nelle case scende di un grado rispetto al limite nazionale, a 19 °C con 2 °C di tolleranza, mentre negli edifici industriali e artigianali resta a 18 °C.
Le regole della Regione Piemonte per gli impianti termici
Il calendario resta quello nazionale, ma in Piemonte l’uso del riscaldamento è legato anche alla qualità dell’aria. La Regione, insieme a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, applica le misure del bacino padano attraverso il cosiddetto semaforo antismog: dal 15 settembre al 15 aprile ARPA Piemonte controlla tre volte a settimana le previsioni sulle polveri sottili e, quando prevede superamenti prolungati dei limiti, fa scattare il livello arancione o rosso.
In quei giorni i Comuni dell’area torinese e della pianura applicano misure temporanee che non riguardano solo il traffico. Può scattare il divieto di usare stufe e camini a legna o pellet meno efficienti, se in casa c’è un impianto alternativo, insieme a un limite più basso alla temperatura negli edifici, che lo schema regionale fissa a 19 °C. Il colore del semaforo si può controllare in qualsiasi momento sulla mappa di ARPA Piemonte, raggiungibile dal sito della Regione.
| Livello del semaforo | Quando scatta | Effetti sul riscaldamento |
| Verde | Nessuna criticità prevista | Valgono le regole ordinarie |
| Arancione | PM10 previsto oltre 50 µg/m³ per tre giorni consecutivi | Stop a stufe e camini a legna o pellet meno efficienti, se c’è un impianto alternativo; possibile limite di 19 °C negli edifici |
| Rosso | PM10 previsto oltre 75 µg/m³ per tre giorni consecutivi | Alle misure del livello arancione si aggiunge un divieto esteso a più tipi di stufe e camini a biomassa |
Comuni piemontesi in zona F: dove non ci sono limiti di calendario
Basta salire di quota per trovare un’altra situazione. Il Piemonte conta quasi 300 comuni in zona F, la fascia più fredda, dove il riscaldamento si può accendere quando serve, senza vincoli di date né di ore. Resta solo il tetto di temperatura negli ambienti.
Nel Torinese è in zona F oltre un terzo dei comuni, comprese località note come Sestriere, Bardonecchia e Pragelato, e a sorprendere è soprattutto Susa, che a differenza del capoluogo non ha date di accensione. In provincia di Cuneo la zona F riguarda addirittura il capoluogo, l’unico in Piemonte, insieme a centri come Borgo San Dalmazzo e Boves. Lo stesso vale per molti comuni dell’Ossola, come Macugnaga e Formazza, della Valsesia, come Alagna, e delle valli biellesi.
| Zona climatica | Accensione | Spegnimento | Ore massime al giorno | Esempi di comuni |
| E | 15 ottobre 2026 19 ottobre 2026 |
15 aprile 2027 | 14 | Torino, Novara, Alessandria, Asti, Biella, Vercelli, Verbania |
| F | Nessun limite | Nessun limite | Nessun limite | Cuneo, Sestriere, Bardonecchia, Susa, Macugnaga, Alagna Valsesia |
Ordinanze del Comune di Torino: quando la data può cambiare
Anche a Torino il calendario può cambiare in corsa. La legge consente al sindaco di anticipare o rinviare l’accensione, ridurre le ore e abbassare la temperatura massima quando ci sono esigenze motivate. Quest’anno la Città non ha usato questa possibilità, ma un’ordinanza può arrivare in qualsiasi momento: per esempio per anticipare l’accensione durante un’ondata di freddo o per prolungare la stagione se la primavera tarda.
Per non perdere gli aggiornamenti conviene controllare il sito della Città di Torino e l’albo pretorio online, soprattutto all’inizio e alla fine della stagione.
Quando si spengono i termosifoni a Torino e in Piemonte
A Torino i termosifoni si spengono il 15 aprile 2027, la stessa data che vale per gli altri capoluoghi piemontesi in zona E, da Novara ad Alessandria. A Cuneo e negli altri comuni in zona F, invece, non c’è una data di chiusura. Dopo il 15 aprile l’impianto può restare acceso solo se il clima lo giustifica, con ore ridotte, oppure se il sindaco decide di prorogare la stagione.
La fine dell’inverno è anche il momento giusto per fare un bilancio dei consumi. Se vuoi arrivare al prossimo autunno spendendo meno, trovi qualche idea nei nostri consigli per risparmiare sul gas in casa.
Domande frequenti
Quando si accende il riscaldamento centralizzato a Torino?
Dal 15 ottobre l’accensione è consentita, ma nei condomini la data effettiva e le fasce orarie le decide l’assemblea dei condòmini, entro i limiti di legge, e le applica l’amministratore o il terzo responsabile dell’impianto. Data e orari scelti si leggono nella tabella esposta vicino alla centrale termica.
Si può accendere il riscaldamento a Torino fuori dal periodo consentito?
Sì, ma solo se le condizioni climatiche lo giustificano e per non più di 7 ore al giorno, la metà delle 14 previste per la zona E. La regola vale prima del 15 ottobre e dopo il 15 aprile, a meno che il sindaco non estenda il periodo con un’ordinanza.
Il riscaldamento autonomo a Torino segue le stesse regole?
Sì, per le date e per la temperatura massima: anche chi ha la caldaia in casa deve rispettare il periodo dal 15 ottobre al 15 aprile e il limite di 20 °C con 2 °C di tolleranza. Il tetto delle 14 ore giornaliere, invece, non si applica se l’impianto ha un cronotermostato che regola la temperatura su almeno due livelli nell’arco della giornata, come prevede il DPR 74/2013.